Ancora una violenza su una donna, storie di ordinaria follia che non si arginano
L'ennesimo caso di violenza su una donna successo ieri nella stazione
della Circum a San Giorgio a Cremano (ma fosse accaduto in un stazione
diversa non avrebbe cambiato la rilevanza dell'atto compiuto), si
presenta come una deriva sociale verso la quale stiamo precipitando e
che rappresenta senza se e senza ma, il picco più profondo di vergogna e
di appartenza al genere maschile per qualsiasi uomo che possa pensare
di ritenersi tale.
Il problema vero però, è che fra qualche
giorno tutto decanterà, tutto scorrerà come prima e come tante altre
volte prima di questa, fino a quando la sozzeria di ieri cadrà nel
dimenticatoio per tanti, molti, troppi.
Ciò non potrà mai accadere per la ragazza cui è stata rovinata per
sempre la vita a 23 anni, perchè niente potrà più restituirle il sorriso
che tre fecce le hanno spento inesorabilmente con il loro essere
pattume umano; e sarà allora che verrà fuori la nostra incapacità di
reagire a tali fenomeni, sarà allora che gireremo vigliaccamente la
testa dall'altra parte fino a che non accadrà di nuovo.
Ma
succede sempre più spesso, e sempre di più siamo impotenti anche come
leggi, perchè no esemplari, nel prevenire tali fenomeni.
A questo
punto della storia, e per provare a creare qualche arigine, penso sia
venuto il momento di dover parlare veramente delle stazioni della
Circumvesuviana.
Alzi la mano chi non sa che in alcune ore del
giorno le stazioni sono veramente da paura, spesso lasciate senza
controlli alla mercé di balordi, baby gang e branchi di varie etnie (la
video sorveglianza se c'è e quando funziona, serve dopo che i fatti sono
accaduti e ciò lascia intendere senza ombra di dubbio che non è
strumento di prevenzione).
E dei treni della Circumvesuviana ne vogliamo parlare?
Possibile che nel 2019 bisogna viaggiare su treni (?) sovraffollati
nelle ore di punta, trattati non da essere umani ma anzi ammassati come
bestie sui carri, e dove mancano perfino i servizi igienici. Possibile
tutto questo?
Un tratta (l'unica su rotaia) che da Napoli a
Sorrento dovrebbe essere il fiore all'occhiello del colleganento
turistico campano e che viceversa rappresenta il peggior biglietto da
visita da esibire a quanti da tutto il mondo vengono a visitare la
nostra bellissima terra, ma che allo stesso tempo ci confina a cittadini
di quarto mondo per il modo con cui siamo costretti a viaggiare.
Ho la sensazione che la strada per passare da gregge a puledri di razza sia ancora lunga, molto lunga.
Scusate il mio pensiero, ma non potevo non parlare

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